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INIZIATIVE 2023

Noi Italiani abbiamo l'abitudine di dare poca importanza ai nostri concittadini illustri, se non addirittura di dimenticarli.

È avvenuto anche nel caso di Nino Salvaneschi, scrittore e giornalista sportivo e, proprio per rimediare a quest'oblio, l'associazione Culturale Aldo Pecora di Pieve del Cairo, presieduta da Mario Angeleri, ha organizzato un convegno per ricordare la sua figura e approfondire temi e significati delle sue opere.

Il convegno ha avuto luogo sabato u. S. 7 Ottobre nella Sala Polifunzionale in piazza Marconi 9 a Pieve del Cairo.

Mario Angeleri, ricercatore di documenti sulla storia di Pieve e della Lomellina, ha invitato in qualità di relatori il giornalista sportivo Claudio Gregori, il professor Marcello Valio, critico letterario e la professoressa Chiara Gramegna.

Dopo i saluti del Sindaco Niccolò Capittini, che ha espresso la sua soddisfazione per l'evento e ha invitato Angeleri a proseguire le sue ricerche per  rendere giustizia ad altri Pievesi meritevoli di attenzione, si sono susseguiti i vari interventi.

Angeleri ha illustrato il legame profondo di Salvaneschi con Pieve, rampollo di una famiglia di imprenditori agricoli da duecento anni nel territorio pievese, dove ha trascorso l'infanzia e ha visto consolidarsi le radici che non ha mai voluto recidere, come dimostra la scelta di di essere seppellito nel cimitero di Pieve.

Sono stati percorsi i momenti fondamentali della biografia di un uomo che dagli anni Trenta ai Sessanta del Novecento aveva raggiunto una grande notorietà: gli studi, la partecipazione alla prima guerra mondiale, la ricchissima produzione letteraria e giornalistica, continuata nonostante la cecità, che, dopo ripetuti tentativi di cure, lo colpì in modo irreversibile a 36 anni.

Proprio per indagare le ripercussioni di quest'evento traumatico, è intervenuta la professoressa Chiara Gramegna, a sua volta ipovedente e Consigliere Regionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Avrebbe potuto precipitare in un vittimismo avvilente Nino Salvaneschi, ha sottolineato la relatrice, o in una ribellione sterile e invece è arrivato ad affermare di essere riuscito a trasformare la "catena della sua cecità in un'ala" e ancora, di vivere in una casa dalle finestre chiuse, ma di riuscire a trovare dentro di sé ancora un po' di azzurro. Salvaneschi ha avuto la forza di trasformare il suo dramma in un'opportunità e ha riversato il patrimonio della profondità del suo sguardo e della sua spiritualità sugli altri, in un atteggiamento costante di apertura, e di attenzione verso le esigenze dei non vedenti, dei loro diritti e dei loro doveri.

Claudio Gregori, giornalista della Gazzetta dello Sport, ha appassionato il pubblico tratteggiando il profilo di Salvaneschi come sportivo in prima persona, appassionato di nuoto e di sci e poi come giornalista innovativo. Sebbene nella sua carriera avesse intervistato personaggi politici e di cultura all'apice della notorietà, come Mussolini, Pirandello e Ada Negri, fu nell'occuparsi di sport che si distinse: fu tra i fondatori della rivista Il Guerin sportivo, scrisse innumerevoli articoli e fu capo ufficio Stampa italiano all' Olimpiade del 1920, dopo l'interruzione della guerra.

Il professor Valio, ha messo in luce l’attività di biografo dello scrittore analizzando in modo particolare la biografia di Giovanna d'Arco, di cui ha letto alcuni stralci.

Il convegno è stato così ricco sul piano umano e intellettuale che all'uscita si è sentita più volte questa frase: "È stata proprio una piacevolissima scoperta!"

Allora, forse lo scopo del convegno è stato raggiunto.

 

ESPOSIZIONE DI ALCUNI ANTICHI DOCUMENTI DELL’ARCHIVIO STORICO DOMUNALE DI PIEVE DEL CAIRO RIGUARDANTI L’HOSPITALE DELLA PIEVE (A.D. 1134)

 

NOTA INTRODUTTIVA

 

La Storia è fatta di eventi, comportamenti, fatti avvenuti e registrati da testimonianze verbali, documenti, immagini e oggetti materiali: le cosiddette fonti. Senza le stesse la Storia sarebbe un racconto romanzato zeppo magari di notizie fasulle o poco attendibili e non avrebbe senso.

I documenti fanno la storia.

I documenti ci parlano, basta ascoltarli, e per ascoltarli bisogna saperli leggere sia in senso letterale (calligrafia) che in senso lato, cioè capirne il contenuto, tenendo conto della mentalità di chi li ha scritti, degli obiettivi del committente - non si scrive, come non si parla, senza un perché – e del contesto.

L’Associazione Culturale Aldo Pecora, che ha contribuito con le sue pubblicazioni alla ricostruzione del passato di Pieve, è da mesi impegnata col suo vice-presidente Carlo Degiorgi, coadiuvato da Nadia Maietti e Daniela Lombardi e a distanza da Mario Angeleri, nell’ambizioso progetto di valorizzazione dei documenti dell’Archivio Storico Comunale di Pieve del Cairo, progetto sostenuto dall’Amministrazione, al fine di renderne possibile la consultazione da parte degli studiosi.

Gli eventi che si svolgeranno in questa sala: sabato 11 settembre: l’esposizione dei documenti e domenica 12: l’incontro con la professoressa Renata Crotti e Mario Angeleri, sono solo il primo passo comunicativo di questo sfidante progetto.

In questa sala troverete esposti alcuni importanti documenti che datano dal 1498 alla prima metà del Novecento che si trovano nell’Archivio Storico Comunale, relativi alla nascita, attività ed evoluzione della più antica istituzione pievese, dopo la Chiesa:

l’Hospitale della Pieve o della Plebis Sancte Marie, fondato il 20 maggio 1134.

Accanto ad ogni documento c’è una didascalia che ne spiega il contenuto e che vi aiuterà a scoprire fatti rilevanti e piccole notizie del quotidiano.

Proverete l’emozione del tuffo nel passato!

Buon divertimento.

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE ALDO PECORA

PIEVE DEL CAIRO

 

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